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e affini

Materiali plastici di recupero reinterpretati in nuove superfici e forme

Il recupero dei materiali e una dichiarazione d’intenti. È una pratica concreta, che nasce dalla frequentazione di depositi, mercatini, in cerca di scarti di produzione, materiali dismessi.

Tra questi materiali, da qualche tempo, c’è anche la plastica, alcune tra le più comuni nel nostro quotidiano.”

La plastica ha una pessima reputazione ecologica…

“…ma ha anche caratteristiche che, in certi contesti, nessun altro materiale può sostituire: leggerezza, flessibilità, trasparenza, coesione, capacità di trasmettere e diffondere la luce. Integriamo elementi prodotti con materiali plastici di recupero nei nostri oggetti in modo che abbiano senso, non come citazione concettuale del riciclo, ma come materiale scelto per quello che sa fare.

Una parte di questa ricerca riguarda i tessuti spalmati e le fusioni.

Con sacchetti, confezioni e altri scarti lavoriamo con fusioni controllate che, associate a scarti di tessuto, producono superfici nuove, materiali ibridi che hanno una loro texture, una loro consistenza, un loro comportamento. Con questi materiali realizziamo astucci, borse, pochette e tessuti di rivestimento per sedute.

Un’altra parte riguarda la luce. Certi materiali plastici filtrano la luce come il vetro ma sono lavorabili a temperature inferiori, il che li rende utilizzabili a livello artigianale. Giocando al piccolo chimico abbiamo creato alcune lampade. Elementi a pendente, a lastra o a disco, che vanno a ricordare tradizioni come Murano, atmosfere da carta di riso o gli spumeggianti e colorati anni ’70.

È un ambito in cui stiamo ancora sperimentando, con risultati che variano tra pezzi consolidati e prototipi ancora in evoluzione. Quello che trovate in questa sezione documenta lo stato attuale della ricerca e continuerà a cambiare.